A volte il problema non nasce da un magnete “sbagliato”, ma da un magnete che sembra corretto solo in apparenza.
Succede spesso: il campione funziona, il componente ha le dimensioni richieste, il materiale dichiarato è quello previsto. Poi però, una volta montato nell’applicazione reale, la resa non è la stessa.
La forza è diversa.
Il comportamento cambia.
La tenuta non è quella attesa.
Oppure il magnete perde prestazioni nel tempo.
Questo perché le prestazioni di un magnete non dipendono solo da forma, dimensioni e materiale dichiarato, ma da una serie di fattori tecnici che non sempre sono visibili a occhio nudo.
Il grado magnetico fa la differenza
Dire che un magnete è “in neodimio”, “in ferrite” o “in SmCo” non basta.
All’interno della stessa famiglia di materiale esistono gradi diversi, con prestazioni differenti.
Nel caso del neodimio, ad esempio, un N35 e un N52 possono avere la stessa geometria, ma comportarsi in modo molto diverso nell’applicazione finale.
Parametri come Br, Hcj e BHmax aiutano proprio a leggere queste differenze in modo tecnico.
Se volete approfondire il significato di questi valori e capire come interpretarli in una scheda tecnica, trovate l’approfondimento completo nell’articolo della scorsa settimana.
Anche il processo produttivo conta
A parità di materiale dichiarato, il processo produttivo può cambiare il risultato finale.
Pressatura, orientamento, sinterizzazione, trattamenti termici e lavorazioni influenzano le caratteristiche magnetiche del componente.
Per questo due magneti esteticamente uguali possono avere prestazioni diverse se prodotti con processi o controlli differenti.
Magnetizzazione e orientamento
Un magnete deve essere magnetizzato nel modo corretto per l’applicazione.
La magnetizzazione può essere assiale, diametrale, radiale, multipolare o realizzata secondo geometrie specifiche.
Tolleranze, rivestimento e distanza
Anche piccole differenze dimensionali possono incidere.
Spessore, smussi e tolleranze possono modificare il comportamento del magnete nell’assemblaggio.
Lo stesso vale per il rivestimento: anche pochi decimi di millimetro possono aumentare la distanza tra magnete e controparte.
E quando aumenta la distanza, la forza magnetica disponibile può ridursi sensibilmente.
Perché servono controlli adeguati
Per applicazioni industriali, non basta che il magnete sia conforme sulla carta.
È importante verificare dimensioni, forza di attrazione, campo magnetico, direzione di magnetizzazione, rivestimento e caratteristiche del lotto.
Conclusione
Due magneti possono sembrare identici, ma avere prestazioni diverse per molti motivi: grado magnetico, processo produttivo, magnetizzazione, tolleranze, rivestimento, temperatura e condizioni reali di utilizzo.
Per questo, nella scelta di un magnete, non bisogna fermarsi alla forma o al materiale dichiarato.
Serve valutare il componente nel suo contesto applicativo, con i controlli corretti e con il supporto tecnico adeguato.
In ODB Magneti affianchiamo le aziende proprio in questa fase: aiutandole a scegliere il magnete più adatto all’applicazione reale, non solo quello apparentemente simile.